Dipendenze da internet

Nella società moderna le dipendenze non possono più essere confinate all’abuso di sostanze come droghe e alcolici poiché esse riguardano ormai anche talune pratiche che la modernità ha reso più accessibili; si assiste allora alla diffusione di nuove forme di dipendenza legate al gioco d’azzardo, all’uso del web, all’assunzione di cibo.
L’uso e abuso di oggetti, sostanze e pratiche rappresenta una soluzione a quella percezione di inadeguatezza e di solitudine che caratterizza la sofferenza nella società contemporanea e che confina chi ne soffre in una crescente emarginazione.
Le sostanze di consumo garantiscono un soddisfacimento sempre identico e sempre disponibile. Freud sostiene che “Dobbiamo ad essi [agli effetti degli inebrianti] non solo l’acquisto immediato di piacere, ma anche una parte, ardentemente agognata, d’indipendenza dal mondo esterno. Con l’aiuto dello scacciapensieri sappiamo dunque di poterci sempre sottrarre alla pressione della realtà e trovare riparo in un mondo nostro, che ci offre condizioni sensitive migliori”
Nelle nuove dipendenze possiamo scorgere quel tentativo di colmare con lo stupefacente il vuoto di ideali e di valori tipico delle monosintomaticità nell’epoca in cui viene a cadere la funzione capitale del Padre. Quello che prevale è il vissuto della noia, dell’insensatezza esistenziale che viene riempito con l’oggetto inebriante funzionale a colmare il vuoto della pulsione dovuto ad una certa debolezza del desiderio fantasmatico. Ecco la difficoltà di molti pazienti a dire che cosa vogliono, a dare un nome al proprio desiderio.
Oggi è purtroppo molto diffusa anche la figura del poliassuntore, un consumatore il quale associa sostanze diverse che hanno anche effetti differenti sulla psiche e sull’umore. Un esempio di polidipendenza è quello offerto da un individuo dipendente dal gioco e dall’alcol, dipendenze alle quali fanno spesso da cornice disturbi legati all’umore o alla personalità. In questi casi è più che mai necessario compiere un paziente lavoro di analisi dei sintomi, guardando alla dipendenza come a una manifestazione del malessere che l’individuo si porta dentro, una risposta che diventa così totalizzante da far sembrare l’effetto una causa di quel malessere.

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Durante le sedute di psicoanalisi emerge sempre più spesso la presenza di oggetti di godimento che impongono nuove forme di schiavitù come la realtà virtuale, il cibo industriale, la droga, lo psicofarmaco. Chi viene in analisi parla principalmente di problematiche legate a dipendenze da oggetti inumani. Il web fa ormai parte di questi oggetti. La possibilità di connettersi e navigare ovunque attraverso dei semplici dispositivi elettronici ha modificato profondamente le relazioni umane ma, se da un lato ha indubbiamente migliorato la rapidità della comunicazione, la condivisione del sapere e l’efficienza del lavoro, dall’altro rischia di impoverire la complessità relazionale propria della vita non virtuale.
Tra gli adolescenti, ma anche tra gli adulti, si è diffusa l’espressione “ho parlato” per descrivere la propria interazione sui social con un’altra persona. Tale linguaggio è entrato a far parte del quotidiano, dove gli “incontri” si fanno sempre più frequentemente sui social. L’uso improprio del linguaggio tradisce un utilizzo della rete che ha creato, nell’ultimo decennio, un numero sempre più crescente di dipendenze del tutto virtuali. La vita trascorsa sul web può arrivare ad assorbire una quantità di tempo tale da influenzare e anche suggestionare la vita reale: si innescano così meccanismi patologici che condizionano pesantemente le relazioni sociali, la situazione finanziaria e la salute mentale delle persone coinvolte. La dipendenza da Internet viene descritta come “un abuso di questa tecnologia”, con evidenti conseguenze negative sulla vita del soggetto. I sintomi della dipendenza da internet sono simili a quelli collegati ad altre dipendenze e paiono verificarsi quando lo stato psicologico di una persona, l’attività scolastica o lavorativa e le sue interazioni sociali, vengono danneggiate dall’uso eccessivo o improprio di questo medium, che acquisisce nella vita della persona un’importanza centrale a scapito delle altre attività fondamentali. Possiamo quindi affermare che sussiste un problema di dipendenza quando il comportamento legato all’uso eccessivo di internet comincia a danneggiare il soggetto interessato. Dalla casistica, sembra che le persone più propense a sviluppare una dipendenza da internet siano quelle che ne fanno un uso orientato generalmente ad attività ricreative (videogiochi online, shopping e chat) piuttosto che un uso più prettamente strumentale (corrispondenza elettronica, ricerca e scambio di informazioni, studio, lavoro).