Hikikomori – Autoreclusione

hikimori

Hikikomori è un termine giapponese che significa stare in disparte. Il fenomeno dell’autoreclusione si è diffuso in modo massiccio in Giappone ma ha trovato terreno anche in Corea, Cina, Usa e Nord Europa; anche in Italia i casi registrati negli ultimi anni sono in aumento.
Il fenomeno di Hikikomori spesso viene confuso con altro. In realtà non si tratta di depressione, né di abuso tecnologico, né di fobia sociale. È una forma di ritiro sociale che interessa maggiormente gli adolescenti, i quali si chiudono nella loro camera, ritirandosi per un tempo piuttosto lungo dalla vita sociale e dalla loro stessa famiglia. I soggetti vittime di hikikomori consumano i pasti in solitudine, nella propria camera. Si ritirano anche dalla scuola.
Le cause possono essere svariate e i casi vanno considerati singolarmente.
Il fenomeno di Hikikomori è difficile da gestire da parte dei genitori, in quanto il minore non esce dalla camera e diventa dunque difficile proporgli di andare da uno psicoterapeuta. In questi casi, la strada potrebbe essere l’intervento domiciliare dello psicoterapeuta. Lo scopo non è quello di portare fuori l’adolescente ma quello di entrare, con il suo consenso, nel suo mondo. Questo processo può avvenire soltanto gradualmente perché un intervento drastico potrebbe esporre il ragazzo a uno scatenamento psicotico o addirittura ad una ideazione suicidaria. È necessario entrare nel mondo della persona affetta da questa forma di autoreclusione ma bisogna farlo con il permesso di chi ne soffre e con i suoi tempi.