Problemi adolescenziali

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L’adolescenza è una fase di passaggio dallo status di bambino a quello di giovane adulto. Questo passaggio prevede continui cambiamenti. Avviene infatti una profonda rivoluzione interna ed esterna, durante la quale il corpo si modifica, e anche il modo di rapportarsi ai genitori, agli adulti, ai coetanei e alla società cambia.Nell’adolescenza le due dimensioni, quella naturale e quella culturale, convivono in maniera più conflittuale.Se il bambino deve ‘alienarsi’ nel linguaggio dell’Altro, assimilare la lingua familiare, i miti dei genitori, l’adolescente ha come obiettivo quello di separarsene, di prendere le distanze dall’universo familiare; l’adolescente cerca nell’allontanamento dalla propria dimora, nuovi legami sociali, una sua propria lingua separata che gli dia una particolarità, un’identità nel mondo degli adulti. La spinta al cambiamento, il movimento verso l’esilio, nasce dal corpo, che esprime il reale della pubertà. Non è un caso che tra gli adolescenti si siano diffuse pratiche di autolesionismo, condotte caratterizzate dal desiderio di modificare volontariamente parti del proprio corpo, come avviene con il branding, pratica che consiste nel marchiare a fuoco la pelle con un laser o con un ferro rovente, o con il cutting, che contempla il procurarsi tagli su braccia e gambe con coltelli, forbici o taglierini. In questi casi, il corpo, può rappresentare un luogo di espressione della sofferenza e del disagio oppure lo strumento per comunicare i propri bisogni e conflitti evolutivi.La psicoanalisi è chiamata sempre più spesso ad intervenire sul terreno dell’adolescenza, per rispondere a una domanda individuale, familiare e a volte sociale.Un buon percorso analitico è in grado di far emergere elementi utili all’adolescente stesso nel risolvere le proprie problematiche di transizione.