Tossicodipendenza

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Al giorno d’oggi si può sviluppare una dipendenza da molteplici sostanze ma nell’approccio psicoanalitico l’enfasi non viene posta sulla sostanza assunta quanto sulla struttura di personalità che ha portato il soggetto al suo uso. In verità è molto difficile stabilire se la sostanza sia la causa di questa psicopatologia o piuttosto una sua conseguenza.
L’assunzione di droghe provoca una dipendenza sia fisica che psicologica tale da ridurre l’individuo in una sorta di schiavitù nella quale il soggetto è in balia dell’oggetto. Tutto il resto perde di valore e di significato, davanti all’oggetto da cui il soggetto è dipendente.
Il tossicodipendente persegue il godimento senza passare attraverso l’Altro. Egli vede la droga come l’unico mezzo per raggiungere un agognato stato di felicità, o comunque un sollievo dall’angoscia.
Esiste poi tutta una dimensione simbolica e rituale nella quale il tossicodipendente entra suo malgrado, che lo porta a identificarsi e ad essere identificato con la sua condizione, che va smontata, decostruita dal terapeuta, che deve tentare di riportare il soggetto alla sua dimensione di individuo.
È molto difficile stabilire un contatto con questi soggetti, rappresentando il terapeuta un Altro non necessario con il quale spesso il tossicodipendente non riesce nemmeno ad essere sincero. Se il soggetto non abbassa le sue difese, difficilmente potrà riuscire a diventare consapevole della propria situazione e ad uscirne.
La psicoterapia purtroppo non basta a far cessare l’uso della sostanza da parte di colui che ne è dipendente, che dovrà comunque far leva sulle proprie forze (in questo senso, ogni meccanismo di deresponsabilizzazione sarebbe pernicioso), ma soltanto a discutere con il soggetto intorno alle problematiche psicologiche che lo hanno intrappolato nel loop della tossicodipendenza.